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Antibiotici e allattamento: come fare

10/25/2018 / guardato: 570

Il latte materno è l’unico alimento disponibile per il neonato e sebbene, in circostanze eccezionali, si possa somministrare latte artificiale non animale, l’uso di latte materno rimane la scelta elettiva.
Da tutto questo si deduce in parte l’importanza fondamentale che riveste il latte materno e la non sospensione dello stesso per assicurare una sempre felice montata lattea per un lattante e si può affermare che non esiste un motivo valido per sospendere allattamento al seno quando si effettua antibiotico terapia. Fondamentale realizzare questo concetto per una serie ulteriori di considerazioni. Il passaggio di un farmaco attraverso il latte porta ad una comprovata assunzione, da parte del lattante, circa 100 volte inferiore alla dose assunta dalla madre. Dunque si tratta di un problema quasi inesistente. Fino a qualche anno fa nella pratica medica esisteva abitudine secondo cui la donna che allatta non doveva prendere farmaci per salvaguardare la salute del lattante. Come immediata conseguenza l’allattamento al seno veniva sistematicamente vietato (temporaneamente o in maniera permanente), quasi senza considerare il tipo di farmaco assunto dalla madre. Le ditte farmaceutiche incoraggiavano questo atteggiamento eccessivamente prudente, inserendo nelle confezioni dei loro prodotti al pubblico foglietti illustrativi con indicazione “controindicato in gravidanza e allattamento”, avendo l’unico obiettivo di evitare ogni possibile conseguenza medico-legale, piuttosto che sulla base di concreti dati di farmacologia clinica. La controindicazione ad allattare al seno implica la perdita di alcuni documentati benefici sia per la mamma, sia per il suo bambino.
Anche una breve sospensione dell’allattamento al seno può recare un certo grado di disagio al bambino, che, abituato all’allattamento, deve improvvisamente adattarsi ad assumere latte di formula (biberon) e successivamente riadattarsi a succhiare al seno Estrarre il latte dal seno può rappresentare per la madre un impegno aggiuntivo e talora può comportare qualche difficoltà, considerate le precauzioni da prendere per la preparazione e la conservazione del latte materno e va’ considerato che anche una sospensione transitoria dell’allattamento al seno aumenta il rischio di ingorghi mammari e di interruzione definitiva.
Il mantenimento della produzione di latte mediante spremitura (manuale, meccanica o elettrica) non è altrettanto efficace come la suzione diretta al seno materno. Ne deriva un calo di produzione di latte materno. Oggi si è arrivati alla conclusione di tranquillizzare la mamma che effettua allattamento al seno di continuare senza sospendere quando è costretta ad assumere antibiotico .La quantità assunta dal lattante è minima se non inesistente per la bassa concentrazione nel latte del farmaco e non è più giustificabile sospendere l’allattamento al seno solo per un atteggiamento ansioso, impulsivo, senza un documentato rischio per il bambino.

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