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Tosse che non passa: perchè e come affrontarla

10/18/2018 / guardato: 584

Impariamo innanzitutto che la tosse non è una malattia ma un sintomo.

Cosa significa?

La tosse, come la febbre, come il prurito sono delle manovre difensive che il nostro organismo adotta come risposta  ad un qualunque attacco. La tosse è un atto protettivo e difensivo, il cui compito è quello di  assicurare la rimozione dalle vie aeree di muco, sostanze nocive, microorganismi e corpi estranei accidentalmente inalati. Bisogna quindi realizzare che esiste una tosse definita “normale” o “prevedibile”  perché si è visto  che in un bambino sano sono fisiologici 35-72 giorni/anno di tosse “normale”, tosse cioè che non si accompagna ad altre manifestazioni.

Quando pensiamo alla tosse infatti, bisogna sapere che non vi è una sola causa di tosse ma tanti tipi di tosse, una per ogni diverso bambino o per ogni diversa età e durata. Tenendo presente questo, si può suddividere la tosse in due categorie:

  1. La tosse acuta e quella ricorrente.
  2. La tosse ricorrente, ovvero quella tosse acuta che ha caratteristica di presentarsi frequentemente, quella che sembra non passare mai.

La tosse “acuta” è quella che è iniziata da poco tempo, che compare spesso subito dopo un raffreddamento o esposizione  alle comuni infezioni respiratorie. È la forma  più  frequente in età pediatrica. È tipica del bambino dell’età dell’asilo, ma non manca mai nemmeno nel lattante che si “raffreddi”. È una tosse che, inizialmente secca e disturbante, si fa successivamente catarrale e meno insistente, si accompagna ad un quadro clinico discreto in cui l’unico elemento predominante è appunto la tosse.

Rimedi:

Questa  non richiede  né accertamenti né terapie dopo valutazione effettuata dal pediatra. Nei più piccolini il lavaggio nasale con qualche goccia di soluzione fisiologica potrà risultare utile per facilitare una  risoluzione che avverrà  comunque spontaneamente.

Attenzione però: se la tosse “acuta” ha avuto un inizio improvviso, si mantiene insistente, non evolve in una forma catarrale, quindi non diviene mucosa rimanendo invariata, allora, va controllata e verificata. Esiste la possibilità rara, ma non inesistente, della presenza di un  corpo estraneo. In questo caso sarà importante ricordare l’inizio di insorgenza della stessa, compito del pediatra effettuare una valutazione clinica che escluda patologie broncopolmonari importanti e la decisione di accertamenti più approfonditi che confermano il sospetto di aver inalato un corpo estraneo.

La tosse ricorrente, di solito successiva ad un relativo periodo di benessere, che i genitori però non riconoscono e che considerano appunto come una tosse che non passa mai. In questo caso ripetute sono le visite che si fanno dal pediatra, che solitamente attesterà lo stato generale di benessere del bambino e dove non sono necessari accertamenti da fare ne’ terapie particolarmente importanti. In questi bambini, infatti, ci possono avere dei piccoli aggiusti dell’immunità, presentare cioè una momentanea riduzione delle difese immunitarie. Nei bambini primi dei tre anni di età ci può essere un fisiologica immaturità del sistema immunitario per la massima parte, secondari alle stesse infezioni virali. Questa immaturità bisogna capire che non è una malattia, ma semplicemente il “pedaggio” da pagare dell’età, aspettare che si realizzi una risposta immunitaria adeguata e fortificata proprio dall’esposizione agli stessi agenti virali e batterici.

Rimedi:

In questi casi si può aiutare il bambino con  “immunostimolanti” o integratori che rafforzino le stesse ma sapendo che il risultato si otterrà probabilmente, trascorso il periodo scolastico o invernale.

 

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