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Sudamnia e crosta lattea… Qualche consiglio del pediatra

10/22/2018 / guardato: 5125

La cute è l’organo più esteso del nostro corpo e svolge numerose e delicate funzioni. È la nostra barriera verso l’esterno, terra di confine tra noi e l’ambiente.
Tutto quello che l’ ambiente esterno esercita su di noi, noi lo esprimiamo principalmente sulla cute. Nel neonato questa funzione viene espressa continuamente, infatti i cambiamenti che derivano dall’adattamento all’ambiente esterno apportano continue modifiche spesso del tutto innocue a testimonianza di questa interazione.

Nello specifico la crosta lattea così come la sudamina entrambe rappresentano forme transitorie del tutto benigne con carattere di autorisoluzione che compaiono soprattutto nei primi mesi di vita.

La sudamina è il risultato di una ritenzione di sudore causata da chiusura parziale delle ghiandole del sudore presenti sulla cute. Si sviluppa in una percentuale fino al 40% dei neonati, e compare in genere durante il primo mese di vita ma possono comparire anche nel bambino.

Le lesioni si sviluppano a livello di aree cutanee solitamente coperte da indumenti o comunque in zone di maggiore produzione di sudore, quindi pieghe e dorso braccia, gambe, zona retronucale ma anche addome e glutei.

La causa scatenante si riconosce nella difficoltà delle secrezione della ghiandola sudoripara a riversare il sudore all’esterno. Questo determina arrossamento e successivamente la comparsa di piccoli rilievi della dimensione della testa di uno spillo o anche più grandi, che possono confluire, quindi unirsi e sembrare grosse macchie.

Per la prevenzione ed il trattamento di queste alterazioni sono utili misure come evitare l’eccessiva esposizione al calore, evitare di coprire troppo il neonato, il bagnetto con prodotti a base di avena colloidale.

La dermatite seborroica o comunemente riconosciuta come crosta lattea è anch’essa una manifestazione cutanea estremamente frequente, caratterizzata da arrossamento e desquamazione untuosa della cute. L’alterazione interessa più frequentemente il cuoio capelluto ma altre possibili sedi di interessamento comprendono il volto, le orecchie ed il collo. L’arrossamento tende a prediligere le pieghe cutanee, mentre la desquamazione predomina a livello del cuoio capelluto. La dermatite seborroica si diffonde spesso ad aree cutanee coperte dal pannolino, per cui l’alterazione va compresa nella diagnosi differenziale dei casi di dermatite da pannolino. Caratteristica fondamentale anche qui e’ assenza di prurito e risoluzione spontanea. La superficie interessata si presenta con croste, di colore giallo-bianche, untuose su cute arrossata. Come causa scatenante potrebbero essere coinvolte le fluttuazioni ormonali materne; ciò potrebbe rendere conto dello sviluppo più frequente della dermatite seborroica in aree cutanee con elevata densità di ghiandole sebacee.

La dermatite seborroica infantile è solitamente una condizione autolimitante, che si risolve nell’arco di alcune settimane o di alcuni mesi.

In considerazione della natura benigna ed autolimitante della dermatite seborroica del neonato, l’approccio al trattamento deve essere conservativo, e va impostato accompagnando e assicurando i genitori, monitorando l’evoluzione della stessa. In presenza di preoccupazioni di tipo estetico è possibile rimuovere le squame, dopo aver utilizzato uno shampoo, con uno spazzolino morbido. Per ammorbidire le squame si può somministrare un emolliente come l’applicazione durante la notte di olio a livello del cuoio capelluto.

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